(courtesy CN Cronaca Numismatica) Le monete di Edoardo VIII, uno dei “casi numismatici” più discussi del XX secolo nel mondo anglosassone, nascondono delle vicende storiche e personali interessanti. Beninteso, cose che oggi farebbero sorridere o, al massimo, servirebbero a far vendere qualche migliaio di copie in più alle riviste di gossip e a portare clic ai siti scandalistici: un principe succede al padre, augusto sovrano appena scomparso, e dichiara di voler salire al trono con al suo fianco la donna che ama (una signora straniera, del bel mondo, ma divorziata e risposata).

Edoardo principe di Galles in uniforme militare

Uno scenario che oggi non farebbe scalpore più di tanto ma che, nel 1936, mise a repentaglio la sopravvivenza stessa di una delle monarchie più potenti del mondo, quella a capo dell’Impero Britannico, quando divenne chiaro che re Edoardo VIII, di fatto re con quel nome dal 20 gennaio di quell’anno, non avrebbe rinunciato all’amata Wallis Simpson in nome del trono.

Si aprì così, nel Regno Unito e nell’intero Impero Britannico, una profonda crisi istituzionale dovuta alle secolari tradizioni che legavano – almeno fino alla coppia Carlo e Camilla – la casa reale e la Chiesa anglicana; crisi che si risolse solo l’11 dicembre del 1936 con l’abdicazione di Edoardo VIII e l’avvento sul trono del più “presentabile” fratello Alberto, divenuto re e imperatore col nome di Giorgio VI.

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Una delle rarissime sovrane in oro del 1937 a nome del mancato re apparsa sul mercato

Una pagina di storia che, come tante altre, presenta anche degli intriganti retroscena numismatici, dal momento che la Royal Mint, con efficienza tutta “british”, mise alacremente al lavoro artisti e tecnici per predisporre le monete di Edoardo VIII, sovrano designto per successione che, tuttavia, rimasero allo stadio di modello, di progetto o di prova per finire sotto silenzio – quasi una sorta di damnatio memoriae numismatica – dopo lo scandalo dell’abdicazione.

Tale era la delicatezza della situazione che per decenni questi modelli e progetti, parte del patrimonio nascosto della Royal Mint, non sono nemmeno stati considerati come parte della collezione del museo; poche persone sapevano che cosa era sopravvissuto e l’esistenza delle monete è divenuta col tempo una sorta di mistero anche all’interno della stessa zecca britannica.

La “mistery box” ritrovata nel 1970 e contenente prove, progetti e monete di Edoardo VIII

Questo, fino al pensionamento di sir Jack James, vice mint master nel periodo 1957-1970; dopo il suo ritiro, una scatola di cartone sigillata venne infatti recuperata da una cassaforte del suo ufficio e, al suo interno, fu rilevata la presenza di non meno di 49 monete di Edoardo VIII scampate alla distruzione. Il 5 novembre 1970 queste monete vennero finalmente ricollocate in modo ufficiale nelle collezioni del Royal Mint Museum assieme ad altri tre esemplari – dei rovesci unifaci – che fino a quel momento non erano stati associati ad Edoardo VIII.

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Una prova di battitura del rovescio della corona in argento con data 1937 di esimia rarità

A completare il “corpus nummorum” del re senza corona e senza monete si aggiungono, presso la Royal Mint, anche una ventina di impressioni su gomma effettuate con i coni predisposti per battere le monete di Edoardo VIII. Esposte in modo sistematico per la prima volta nel 1973, le testimonianze numismatiche del sovrano che lasciò il trono per amore si sono arricchite nel tempo di altri esemplari acquisiti dal Royal Mint Museum in aste pubbliche o per trattativa privata (rarissimi esemplari autentici appaiono, di tanto in tanto, sul mercato assieme a molte monete di Edoardo VIII frutto di pura fantasia).

Il mezzo penny sul cui dritto doveva apparire il ritratto di colui che lasciò la corona per amore

Al momento attuale, il Royal Mint Museum conserva 82 esemplari riconducibili al breve regno del sovrano (vedi qui la pagina dedicata); si tratta nello specifico di: 9 esemplari di sovrana in oro; 5 esemplari, di cui uno uniface, di corona in argento data 1937; 7 esemplari, di cui 4 unifaci, di mezza corona in argento data 1937; 5 esemplari di fiorino in argento, di cui uno uniface; 4 esemplari di scellino in argento; 8 esemplari da 6 pence in argento.

Ma il tesoro numismatico del re innamorato non finisce qui: 6 pezzi da 3 pence in bronzo, di cui uno uniface; una prova di 3 pence in cupronichel con al dritto effigie di Giorgio V e al rovescio cerchi concentrici; 7 prove di penny, di cui 3 unifaci; 5 half penny di cui uno uniface; 4 esemplari di farthing; 20 impressioni su gomma di vari progetti per dritti e rovesci (alcuni con data 1936); un progetto di 3 pence con millesimo 1936 e al dritto effigie di Giorgio V.

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Anche per le colonie si preparavano nuove monete, come questo penny forato destinato all’Africa occidentale britannica

Tutte le altre “monete” di Edoardo VIII datate recano il millesimo 1937, anche se – al pari delle prove unifaci senza data – furono coniati nel corso dell’anno precedente. Edoardo non fu mai incoronato; al suo posto, come la storia ci narra, il fratello assunse le redini dell’Impero Britannico che avrebbe tenuto durante la II Guerra Mondiale e fino alla scomparsa, nel 1952, lasciando trono e corona alla figlia Elisabetta II.

Anche di quell’incoronazione mai avvenuta rimangono, in metallo, alcune testimonianze tra le quali una prova di medaglia con il ritratto di Edoardo al dritto e, al rovescio, una solenne Britannia che solleva sull’Abbazia di Westminster l’alloro della gloria. Una gloria, e tante responsabilità, alle quali Edoardo duca di Windsor – tale titolo mantenne fino alla scomparsa, nel 1972 – scelse per amore di sottrarsi rimanendo, in ogni caso, uno dei personaggi più discussi della storia del XX secolo.

Prova della medaglia per l’incoronazione di Edoardo VIII, una cerimonia mai avvenuta

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